Oggi alle 18:10 ho risposto ad una telefonata da Roma, una donna esordisce più o meno così: “Buonasera, chiamo dal quotidiano Avvenire, scusi se la disturbo, vorrei sapere quale sarà il suo atteggiamento nei confronti del DDL sulle unioni civili, stiamo chiamando i parlamentari per sapere come voteranno…”, l’ho interrotta e ho risposto “scusi veramente ho da fare, ma le rispondo volentieri che io voterò convintamente il provvedimento sulle unioni civili.” E lei “Ma… quindi anche con la stepchild?” Io “Naturalmente, voterò il DDL, stepchild compresa!” Lei “ah, grazie, buonasera.” Io: “si figuri, buonasera.

Mi hanno chiamata sul MIO cellulare per sapere… MA VI SEMBRA NORMALE?! Perché fino ad oggi nessun giornalista di Avvenire mi aveva mai cercata per conoscere la mia posizione sulla povertà minorile, sul sostegno alle famiglie, sui migranti, in particolare minori non accompagnati, sull’omofobia, sulla violenza di genere… perché, non sono forse temi altrettanto importanti per un quotidiano cattolico? Sinceramente questa cosa mi ha infastidito e semmai ce ne fosse stato bisogno, mi ha convinto che sui diritti non si può e non si deve arretrare! Io rispetto le idee di tutti, ma farne una battaglia tra credenti e non, tra buoni e cattivi, non è che una strumentale mistificazione della realtà!

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