Il Paese ha fatto la sua scelta con una straordinaria partecipazione, un dato decisamente positivo in questa domenica di democrazia. Renzi, in un discorso impeccabile si è assunto la responsabilità della sconfitta e si è dimesso, atteggiamento raramente visto in politica. Ha vinto il No, in maniera netta e chiara, le cose rimarranno così, congratulazioni ai vincitori dai quali aspettiamo la proposta di riforma elettorale da discutere in aula. Grazie a tutti quelli che hanno creduto nel cambiamento e hanno lavorato per questo con passione e serietà. Il PD è rimasto solo e anche diviso, basta guardare i dati, ci sarebbe voluto un miracolo e questo apre una riflessione sul partito ormai improcrastinabile. Politicamente, come era prevedibile, è la vittoria di Grillo e Salvini, per il resto solo comparse che oggi si affannano a stare sul carro dei vincitori con analisi improbabili, dalle quali traspare solo la soddisfazione per la spallata a Renzi. Ci sono persone che stimo e rispetto che hanno votato No perché non condividono davvero il contenuto della riforma, ma i commenti sulla rete e le dichiarazioni in TV sin dai primi minuti dopo le 23, purtroppo dicono inequivocabilmente che la stragrande maggioranza del No con è certo alla modifica della Costituzione, ma al Governo, un voto politico per mandare a casa Renzi. Naturalmente un voto comunque legittimo e da rispettare, sul quale riflettere. Ora Renzi è a casa. Sarebbe stato meglio giocare questa partita nella sede opportuna, cioè le elezioni politiche, ma si sa che in queste situazioni il dissenso si manifesta al primo appuntamento elettorale utile, qualunque esso sia. Questo è il rammarico, quello di aver parlato d’altro. Le cause di questa sconfitta politica? Spero le analizzeremo seriamente invece di pensare, come al solito, che basti cambiare leader per risolvere le cose. Da parte mia, non so cosa succederà, ma so che nonostante la delusione, continuerò a impegnarmi con coerenza come ho sempre fatto e domani sarò in aula, con la stessa voglia di fare la mia parte, mettendoci la faccia , sapendo che non saranno giornate semplici, ma che bisogna guardare avanti. Buon lavoro a chi sostituirà Renzi e buon lavoro a tutti noi. Per ora mi fermo qui.

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